ID.Buzz

Il «Bulli» ora ha un motore elettrico

Se c’è un’auto che ha raggiunto lo status di vera e propria icona è il bus VW. Inventato nel 1947, il «Bulli» ormai ha compiuto il balzo nell’elettromobilità. La storia di un’icona.

 

I fan del «Bulli» originale possono esultare: il VW ID.Buzz, che sarà disponibile presso la tua filiale AMAG da settembre, sul piano estetico ricorda fortemente la leggendaria prima generazione del bus VW – tra le altre cose con un logo XL sul muso, all’epoca verticale, o con il caratteristico doppio colore. 

Un revival del leggendario senso di libertà che quest’auto cult ha diffuso a partire dagli anni ’50 – ora perfettamente sostenibile in città e in campagna, come mezzo pratico per tutta la famiglia, per una gita fuori porta con gli amici o come compagno di lavoro ideale. 

Il culto di un veicolo il cui inizio trae le sue origini 75 anni fa. Fu Ben Pon Senior (1904-1968) a fare il primo schizzo di un bus VW nell’aprile del 1947, ignaro dell’hype che avrebbe innescato. 

L’importatore olandese VW, allora 43enne, è considerato l’inventore del bus VW e pare che abbia tratto l’ispirazione per il modello di furgone dai veicoli a pianale utilizzati internamente e realizzati con vecchi telai del Maggiolino durante una visita allo stabilimento VW di Wolfsburg (D). Si sedette e tracciò uno schizzo dell’auto dei suoi sogni con pochi tratti su un pezzo di carta. 

Un disegno dal valore speciale: lo schizzo ora è esposto al Rijksmuseum di Amsterdam. E il sogno di Ben Pon Senior si avverò: gli ingegneri VW svilupparono ulteriormente la sua idea e presentarono il primo prototipo del bus VW meno di due anni dopo. 

Trascorso un altro anno, iniziò la produzione in serie del veicolo noto come «Bulli». A tutt’oggi non si sa come sia saltato fuori questo simpatico soprannome. Alcuni ritengono che si tratti di una combinazione delle parole «Bus» e «Lieferwagen» (furgone in tedesco). Altri sostengono che il van sia stato chiamato così per via della carrozzeria robusta.

 

Dal mezzo commerciale fantastico al van degli hippy

In ogni caso, questo nuovo tipo di veicolo guadagnò rapidamente una grande popolarità: negli anni '50, finita la guerra e rimosse le macerie, in Germania l’economia si riprese rapidamente e un furgone fatto apposta per gli artigiani o i corrieri e per l’ufficio postale era proprio quello che ci voleva. Sono stati costruiti anche modelli speciali per la polizia o da utilizzare per le ambulanze. Nella versione «Samba», il «Bulli» si è trasformato anche in un veicolo per le vacanze, ossia il mezzo perfetto per il turismo automobilistico che cominciava a raggiungere mete come il Mare del Nord, il Mediterraneo e l’Atlantico – quasi fosse il padre di tutti i camper. 

Negli anni '60, il mezzo compì il grande balzo oltreoceano: in California i surfisti andavano da una spiaggia all’altra a bordo del bus VW, la generazione «Flower Power» trasformò il van nel bus hippy verniciato con colori vivaci. Ormai il versatile minivan era diventato un oggetto di culto. Il «Bulli» divenne un simbolo di libertà e indipendenza – e lo è rimasto fino ad oggi. 

Nel corso dei decenni la comunità dei fan crebbe sempre di più: ancora oggi per alcuni proprietari i viaggi su strada attraverso l’Europa hanno il sapore dell’avventura. Alcuni fan si riuniscono anche in gruppi durante i raduni o viaggiano insieme attraverso i passi. In molti casi, sono ancora le versioni originali del veicolo a ruggire per la strada, mantenute e curate con amore. 

Modifiche estetiche negli anni '80 e '90

Fino al 1967 venne prodotto il «Bulli» della serie T1, poi passò in produzione per 12 anni il T2. Era molto simile al suo predecessore, ma era leggermente più grande e con un parabrezza continuo, una porta scorrevole di serie e un telaio migliorato. 

La versione anni '80 del bus VW, costruita dal 1979 in poi, differiva significativamente dai suoi predecessori; il T3 era più spigoloso e ancora più grande. Visivamente il T4 costruito dal 1990 in poi aveva poco a che fare con il «Bulli» originale: rappresentava una generazione completamente nuova di furgoni con trazione anteriore. 

Da allora, il bus VW è rimasto in gran parte fedele a questo aspetto modificato. Dal 2003, il T5 si è distinto in particolare come tuttofare con tre altezze del tetto e un volume di carico maggiorato. Dal 2015, il T6 è arrivato con nuovi motori, sistemi di assistenza ancora più intelligenti e un nuovo programma di infotainment. Dal 2021, sulle strade circola il T7, ossia il Multivan.

 

Remake elettrico del «Bulli» originale

Allo stesso tempo, però, negli ultimi anni si è lavorato anche su un bus VW elettrico, che sarà disponibile nei negozi AMAG il prossimo autunno – quasi in occasione del 75° anniversario dell’auto cult inventata nel 1947. È un remake del modello originale degli anni '50, ma elettrificato e futuristico. Ad esempio, il VW ID.Buzz si basa sul kit modulare di trasmissione elettrica (MEB) di VW per le auto elettriche, in cui la batteria è integrata tra gli assi del sottoscocca sulla base del principio dello skateboard. 

Il motore elettrico e l’elettronica sono posizionati sull’asse posteriore e/o anteriore. Oltre alla trazione completamente elettrica, emerge chiaramente anche dai numerosi perfezionamenti tecnici dell’ID.Buzz che siamo giunti nell’era digitale. Nel fanno parte touchscreen, numerosi sensori e il controllo vocale esattamente quanto sistemi di assistenza all’avanguardia e il parcheggio automatico. I sedili possono essere ruotati con il semplice tocco di un pulsante.

 

AMAG der VW ID. Buzz in dem zwei Kinder sitzen
AMAG VW ID. Buzz modernes Cockpit in gelb grau
AMAG der VW ID. Buzz in weiss gelb, Front mit Frau und Mädchen daneben

 

Ricarica super comoda grazie a «Plug & Charge»

Con l’ID.Buzz ricaricare è un gioco da ragazzi. Si basa sulla funzione «Plug & Charge», inclusa nel software, che consente di collegare comodamente la spina alla stazione di ricarica senza ulteriori problemi e caricare la batteria senza la necessità di una scheda di ricarica o altro. 

L’auto si collega da sola al punto di ricarica e scambia tutti i dati necessari. Il veicolo intelligente è caratterizzato anche da una ricarica bidirezionale: l’energia non necessaria può essere reintrodotta dall’auto nella rete domestica del proprietario.

In generale, l’ultima variante del «Bulli» è un mezzo polivalente. L’auto offre spazio per cinque persone e un volume di 1121 litri per i bagagli – tutto il necessario per partire per le vacanze senza pensieri. Inoltre, sull’ID.Buzz i passeggeri stanno comodi quasi come in un salotto. Se ci sono meno persone a bordo, ma più attrezzature (sportive), è possibile abbattere facilmente la seconda fila di sedili per ottenere un volume di carico fino a 2205 litri.

La VW ID.Buzz, tuttavia, è perfetta anche per gli artigiani – nella versione cargo con uno spazio di carico di 3,9 metri cubi e una superficie trasversale sufficiente per due Europallet con carico. Per i manager il veicolo si trasforma in una sorta di ufficio su ruote: grazie all’elevato grado di connettività, è possibile lavorare ovunque e in qualsiasi momento.

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