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75 anni di Volkswagen in Svizzera: tutto ha avuto inizio con il Maggiolino…

Le prime Volkswagen sono state vendute in Svizzera nel 1948. Ma come ha fatto il leggendario Maggiolino ad arrivare sulle nostre strade? Un emozionante sguardo ai 75 anni di storia della Volkswagen in Svizzera.

Nel 1946 nessuno avrebbe mai pensato che, ad appena un anno dalla fine della guerra, i Maggiolini Volkswagen sarebbero usciti di nuovo dalla linea di produzione di Wolfsburg. Lo stabilimento era infatti gravemente danneggiato e Volkswagen sottostava all’occupazione britannica. Gli inglesi intravedono ottime opportunità di esportazione per l’indistruttibile Maggiolino Volkswagen, inizialmente destinato esclusivamente al loro fabbisogno. Anche Walter Haefner, fondatore di AMAG, riconosce il grande potenziale della compatta di casa Volkswagen e contatta lo stabilimento di Wolfsburg, fortunatamente con successo.

AMAG vince la corsa per l’importazione

Il 29 aprile 1948 Walter Haefner firma il contratto d’importazione «per la Volkswagen» nella cittadina di Wolfsburg. La Svizzera diventa, dopo i Paesi Bassi e il Belgio, il terzo mercato di esportazione per l’auto sviluppata dal Prof. Ferdinand Porsche tra il 1934 e il 1939. Non stupisce che numerose aziende cerchino di vincere la corsa all’importazione della Volkswagen: ben presto si capisce che in Svizzera ci sarà una forte domanda di nuove vetture e si è altrettanto sicuri che il Maggiolino sia l’ideale per i paesaggi montuosi della Svizzera. Il Maggiolino ha quindi un terreno fertile in Svizzera e da tempo lo accompagna una fama leggendaria. Lo sviluppo, la costruzione rivoluzionaria con motore posteriore raffreddato ad aria, il telaio a piattaforma e la carrozzeria aerodinamica completamente in acciaio vengono seguiti con interesse. Fra i vari slogan pubblicitari, ce n’era uno particolarmente azzeccato, che ben spiega i vantaggi del motore raffreddato ad aria del Maggiolino Volkswagen: «L’aria non bolle, l’aria non gela».

Il fatto che AMAG si sia aggiudicata il contratto non è solo il risultato di una grande capacità di negoziazione: al momento della sottoscrizione del contratto con Volkswagen nel 1948, AMAG era già il secondo più grande importatore di automobili della Svizzera. Ancora prima della fine della guerra, il 3 gennaio 1945, Walter Haefner aveva rilevato AMAG da una proprietà in bancarotta e aveva iniziato a convertirla alle esigenze del dopoguerra. A partire dalla fine del 1945, la «Nuova AMAG Automobili e Motori SA» importa veicoli inglesi del marchio Standard. Nel 1947 viene consegnata la millesima vettura nuova. Alla fine del 1946, AMAG amplia la propria offerta con l’importazione e la distribuzione del marchio americano Chrysler.

 

 

Era chiaro: AMAG offriva le migliori premesse per l’importazione del Maggiolino Volkswagen. Per quanto la situazione di partenza fosse buona, la logistica era ancora agli albori: all’inizio del maggio 1948, sulle autostrade tedesche deserte sfreccia il primo contingente di 25 Maggiolini Volkswagen, che viaggiano sulle loro ruote da Wolfsburg a Francoforte e poi fino al confine nazionale nei pressi di Lörrach. Al di là della frontiera, in Svizzera sono già radunati i primi concessionari in attesa di ricevere le vetture Volkswagen nelle tonalità nero o grigio topo. La fatturazione delle auto è altrettanto rocambolesca: dopo lo sdoganamento, i concessionari pagano il proprio veicolo in contanti, poi lo guidano fino a casa e lo consegnano ai primi clienti. Da inizio maggio a dicembre del 1948 ben 1380 Maggiolini sono importati in questo modo in Svizzera, realizzando in otto mesi un volume di vendita superiore rispetto a tutti gli altri marchi in un anno intero.

Il Maggiolino mantiene le promesse

Il trionfo del modello Volkswagen in Svizzera è dovuto alla tecnologia robusta, poco complessa e facile da riparare, all’elevata qualità, ai servizi innovativi e a una fitta rete di rappresentanti all’altezza di ogni esigenza. Per molti anni il Maggiolino si riconferma il modello più guidato in Svizzera per il suo mix imbattibile di qualità, prezzo e servizio. È proprio grazie all’aumento del prodotto sociale lordo e al Maggiolino Volkswagen che sempre più svizzeri diventano automobilisti.

 

 

Già allora, Volkswagen caratterizza le strade svizzere

Basta guardare le foto degli anni ’50 per accorgersi che dalle città ai passi di montagna passando per le rive dei laghi c’è un’auto che non manca mai: il Maggiolino Volkswagen. Spesso se ne vedono decine lungo le strade più panoramiche della Svizzera. Il Maggiolino ha una silhouette inconfondibile. Già nel 1954 Volkswagen ha conquistato una quota di mercato del 30% con un solo modello. E successivamente la percentuale sale al 35%. La passione per il Maggiolino spicca ancora di più se si considera che in Svizzera vengono importati praticamente tutti i principali marchi automobilistici del mondo.

All’epoca la Svizzera è un mercato libero e i marchi lottano con numerosi modelli per conquistare il favore degli acquirenti. A spuntarla è per lo più il Maggiolino nella versione export con decorazioni cromate e interni di lusso, un modello che ha giocato un ruolo dominante per oltre 10 anni. Nel 1954 vengono venduti per la prima volta più di 10’000 veicoli in un anno.

 

 

Il sorpasso della Ford T: nel 1972 viene costruito il Maggiolino n. 15’007’034

Per molti anni il Maggiolino rimane l’auto più venduta in Svizzera: un record batteva l’altro. L’apice viene raggiunto nel 1961, quando vengono vendute 21’111 unità. Alla fine degli anni ’60 vengono ancora venduti oltre 19’000 Maggiolini. Nel maggio del 1969 sulle strade svizzere debutta il 250’000esimo Maggiolino. Nel 1970 le unità sono ancora più di 17’000. Ma poi il numero di unità inizia a diminuire, i veicoli moderni della concorrenza rendono la vita difficile al Maggiolino. Ma il Maggiolino sfida il tempo: il 17 febbraio 1972 viene costruito il 15’007’034esimo Maggiolino, superando la leggendaria Ford T. Nessun’altra auto era mai stata prodotta in un quantitativo così elevato. Il Maggiolino diventa così campione del mondo.

Il 31 marzo 1983 si conclude il primo capitolo ricco di successi della storia della Volkswagen svizzera: l’ultimo Maggiolino viene consegnato al suo acquirente. Dopodiché, l’importazione di questa leggendaria auto dopo 320’637 veicoli viene interrotta.

L’elettromobilità è il futuro

Nel corso degli ultimi decenni la mobilità si è costantemente evoluta. Volkswagen ha accelerato in tutti i settori lo sviluppo di vetture moderne, con l’obiettivo di rendere l’automobile più pulita, sicura e decisamente più confortevole attraverso tecnologie innovative. Un’importante pietra miliare sulla strada verso un futuro a emissioni zero per Volkswagen è l’inizio delle vendite del primo modello ID. completamente elettrico, la ID.3, nel luglio 2020. Fino ad oggi si sono aggiunte altre tre serie di modelli e ne seguiranno molte altre. Perché il futuro di Volkswagen appartiene all’elettromobilità.

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